giovedì 10 febbraio 2011

Sul metodo della Via

Un saggio sufi così argomentava sulla necessità di andare oltre le parole:
“ La gente è così addormentata che se ti limiti a parlare, ascolteranno ma, al tempo stesso, non sentiranno nulla, ascoltano ma non sentono. Anche se ascoltano, interpretano te e le tue parole a modo loro: le coloriranno con il loro significato. “
Bahaudin Naqshband, per superare questo limite portava le persone dentro situazioni reali, in modo da colpirle profondamente. Naqshband significa “Maestro del Disegno”, ed egli era molto esperto a “disegnare” situazioni e a creare stratagemmi utili alla trasformazione dell’uomo.
Le situazioni disegnate erano efficaci in un contesto all’interno del quale giocava un ruolo importante la relazione con il Maestro; fuori dal contesto che le sosteneva, potevano essere addirittura pericolose.



On the method of the Way


Such was a wise Sufi’s opinion on the need to go beyond words:
"People are in such a state of sleep that if you simply talk, they will listen but they won’t feel anything, they will hear but they won’t feel. Even if they listen, they will interpret you and your words as they prefer: they will give them their own meaning. "
To overcome this limit Bahaudin Naqshband brought people to experience real life situations in order to affect them deeply. Naqshband means "Master of Drawing", and he was an expert at "drawing" situations and setting up tricks that would be useful to one’s transformation.
The situations he designed were only effective in a context within which one’s relationship with the Master played an important role. Out of such a context such situations could even be dangerous.

5 commenti:

  1. Trovo molo difficoltosa la crescita attraverso le parole. Un concetto spiegato a parole, filtrato dalla mia mente, viene cambiato. E ancora peggio, mi pare, è cercare di fare "uscire" i concetti a parole. Purtroppo siamo abituati fin da piccoli a razionalizzazione, a verbalizzare, a spiegare, a capire. L'esperienza e l'istinto sono in secondo piano, e faccio fatica a riportarle in primo piano, anche se percepisco che sarebbe bello.
    Trovo infatti estremamente rilassante e liberatorio provare esperienze che, uscendo completamente dai miei schemi, non riesco a spiegarmi, non riesco a "incasellare" da nessuna parte.

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  2. Ciao Paolo, come possiamo imparare a sentire e non solo ad ascoltare? oppure l'unico strumento che abbiamo è vivere le esperienze affinche siano efficaci? grazie

    ps: per Karim, non so se definirei rilassante vivere esperienze che vanno oltre i ns schemi piuttosto le definirei utili

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  3. Per denis: per quanto riguarda la mia esperienza si tratta proprio di qualcosa di rilassante, tipo essere cullati dalle onde. Anzi, proprio il fatto di non riuscire a verbalizzare allontana estremamente dal perpirne l' utilità.

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  4. quelle poche volte che le parole mi mancano o sono superflue l'esperienza o il sentire sono particolarmente intensi o inusuali e si spiegano da sé.

    Le parole però non sono in sé cattive, sono uno strumento e penso sia necessario imparare a usarle a nostro vantaggio per discernere, separare, dettagliare, chiarirci. Visto che sono così efficaci per cantarci la ninna nanna possiamo provare a farle funzionare bene anche da sveglia!

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  5. Carissimo Bahaudin Naqshband, quanto sono preziosi i tuoi stratagemmi e quanto è doloroso ma al contempo efficace riuscire ad accoglierli...

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