Visualizzazione post con etichetta qi gong. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta qi gong. Mostra tutti i post

venerdì 24 ottobre 2014

Il respiro nel tai ji quan, una metodologia di lavoro.

IL RESPIRO NEL TAI JI QUAN
UNA METODOLOGIA DI LAVORO

Quando non specificato diversamente il respiro si intende dal naso, con la
bocca chiusa e i denti non a contatto.

RESPIRO NATURALE:
Inspiro: gonfio la pancia più possibile, soprattutto nella parte bassa. Questo
fa sì che i polmoni si riempiano dal basso
Espiro: sgonfio la pancia.

Si chiama naturale perchè questo dovrebbe essere il respiro "naturale"
dell'essere umano; solitamente però nell'uomo adulto il respiro a causa di
blocchi, traumi ed abitudini, si ferma ai polmoni o comunque, se non ri-
educato, raramente scende a gonfiare la pancia.

Esercizi:
-per facilitare l'allievo a "sentire" la pancia che si gonfia/sgonfia si può
dare l'indicazione a tenere le mani sulla pancia
-per facilitare l'allievo nell'evitare contrazioni o movimenti inutili di
spalle e torace in questo esercizio si può dare l'indicazione a tenere le
braccia in alto con le mani appoggiate sulla nuca.

RESPIRO MARZIALE:
Inspiro: ritraggo indentro la pancia
Espiro: gonfio la pancia

Questo respiro si usa nella pratica del tai ji, facendo coincidere il momento
dell'espiro con il momento di "attacco" o comunque con un momento in cui
l'energia va canalizzata fuori verso un punto preciso.

UJJAYI
Entrambe le tipologie di respiro possono essere potenziate dalla tecnica "
Ujjayi" che  consiste nel contrarre i muscoli alla base del collo, vicino alle
clavicole, in modo da ostruire parzialmente la glottide - il segmento mediano
della laringe che comunica con la regione posteriore del cavo della bocca.
Questa ostruzione fa sì che l'aria, sulle pareti della laringe, provochi un
suono caratteristico, sordo e continuo, sia durante l'inspiro che durante
l'espiro.


ESERCIZIO PER PURIFICARE I POLMONI
Qualunque sia la tipologia di respirazione prescelta, se si fa durare l'espiro
il doppio rispetto all'inspiro (ad esempio contando da 1 a 4 in fase di inspiro
e da 1 a 8 in fase di espiro) i polmoni vengono svuotati a fondo e quindi
purificati.

venerdì 30 maggio 2014

Tai ji al Codirosso





Di seguito il video della giornata di aggiornamento tenuta dal M° Paolo Bendinelli, dedicata al tai ji, che si è svolta presso l'agriturismo "al Codirosso" (Vicchio, FI), il 18 Maggio 2014.
Il prossimo appuntamento "al Codirosso", è stato fissato per sabato 7 Giugno, per informazioni 0185.1835737.

martedì 6 maggio 2014

Tayoqi prima sezione

Il Tayoqi è una disciplina che integra sinergicamente il tai ji quan, lo yoga e il qi gong.
Frutto del lavoro ultra trentennale del maestro Paolo Bendinelli nel campo delle arti marziali e delle discipline orientali.
In questo video è ripresa la prima sezione del tayoqi.
Per maggiori informazioni su questa disciplina potete cliccare sull'etichetta "tayoqi" per leggere tutti i post dedicati all'argomento.
Il tayoqi fa parte dei percorsi formativi di Anidra Academy per l'insegnamento e/o il conseguimento della qualifica di operatore olistico certificato.

domenica 12 dicembre 2010

TAIJI QUAN e LAVORO SU DI SE’

Seguo Paolo nel suo Taiji quanLa perla della vera sintesi” per trovare chiavi e indicazioni nella ricostruzione di me, nel dialogo con il mio corpo che sviluppo da qualche anno ormai nella cura di me stessa, a seguito di un grosso politrauma.

E' come rientrare in un abito inamidato o congelato e scioglierlo dall’interno, impiegando i principi del taiji, contattando le parti di me, portando lì l’attenzione - yi -, provando a muoverle attraverso contrazioni isometriche e a “impastarle” nello shi li.

Non so cosa si veda dall’esterno, ma dall’interno le sensazioni talvolta sono intense, perfino commoventi.

Naturalmente non sono tutte rose e fiori, ci sono fasi cicliche, ottave ascendenti e discendenti che ho imparato a riconoscere, momenti in cui la fatica e il fastidio per un abito molto stretto e il dolore anche, aumentano la tentazione di interventi invasivi. Il lavoro fisico ed energetico si mescola a un lavoro di osservazione di sè, di monitoraggio delle proprie emozioni, dei propri stati d'animo, di non identificazione con gli "alti" e i "bassi" che questi passaggi comportano.
Via Via lo sguardo si amplia e riesco a dare prospettiva ai singoli momenti, senza rimanere completamente schiacciata nelle emozioni date dalla fase in cui mi trovo.
Francamente ancora oggi, per me che intendo la vita come un grande laboratorio, se scegliessi una risoluzione più rapida ed esterna - per quanto più consueta e "sicura" - nella cura di me, mi sembrerebbe di gettar via l’opportunità di una riscrittura dall’interno delle possibilità del corpo.
Questa ricerca volta all'autoguarigione, questa scelta, penso risponda maggiormente alle domande di armonia e di efficacia che non trovano riscontro in altri tipi di interventi più invasivi.

Quando pratico il qi gong e accumulo energia insieme a quest’attenzione presente rivolta alle varie parti di me nutro un sentimento: l'abbandono fiducioso all’intelligenza del mio corpo, quella che non ha a che fare con me (fortunatamente) ma che vibra in risonanza con l’universo.


Mi piace nel ritzu zen applicare le posture che richiamano i cinque movimenti, o le cinque fasi (legno fuoco terra metallo acqua) trovando in questo una corrispondenza tra me (il mio corpo fisico, energetico ed emotivo) il paesaggio naturale in cui vivo, il qi gong e il feng shui che pratico nella mia professione.

lunedì 29 novembre 2010

LE ORIGINI TAOISTE DEL QI GONG

Il qi gong è forse una delle pratiche fondamentali con cui i seguaci del taoismo perfezionavano la conoscenza della natura umana e della vita in genere.
Tao è uno dei simboli più basilari e più comprensivi della lingua cinese. Il centro di ogni discorso filosofico e spirituale. Può significare una via, un sentiero, un principio, un metodo, una dottrina, un sistema; può anche indicare la matrice, la struttura e la realtà dell’universo stesso. Ogni arte e ogni scienza è un tao o una via; nello stesso tempo, l’origine di tutte le cose, la fonte di tutte le arti e di tutte le scienze, è chiamato il Tao o la Via.
Pensando che la natura ultima della Via fosse fondamentalmente al di là della comprensione umana, gli antichi taoisti cercarono le sue tracce nelle modalità con cui si verificavano gli avvenimenti nel mondo naturale, nel mondo sociale e nel mondo interiore della psiche individuale. Alla fine, la ricerca della Via li portò a investigare i vari campi della conoscenza e dell’esperienza.
Dopo generazioni di ricerche taoiste, nei campi basilari della vita, si giunse a riconoscere che seguire la Via conduceva a importanti conseguenze: straordinarie realizzazioni nella conservazione della vitalità fisica, la promozione di relazioni umane basate sulla sensibilità e sull’aiuto reciproco e lo sviluppo dei poteri mentali latenti, fra i quali l’intuizione e la preveggenza. Inoltre, secondo l’etica della Via del tao, questi risultati, una volta realizzati, non dovevano essere tenuti per sé, ma messi al servizio dell’umanità. In accordo con la natura elusiva della Via, le sue benefiche applicazioni non dovevano essere esibite arrogantemente davanti agli altri, ma dovevano essere diffuse in un modo poco appariscente e tuttavia efficace.


THE TAOIST ORIGINS OF QI GONG

The qi gong practice is perhaps one of the key practices with which the followers of Taoism improved their knowledge of human nature and life in general.
Tao is one of the most basic and all-inclusive symbols of Chinese language, the heart of every spiritual and philosophical discourse. It can be interpreted as a way, a path, a principle, a method, a doctrine, a system and can also indicate the matrix, the structure of the universe and of reality itself. Every art and every science is at the same time a Tao or a Way, the source of all things. The source of all art and all science is hence called the Tao or the Way.
The ancient Taoists believed that the ultimate nature of the Way was fundamentally beyond human comprehension, and sought its trails in observing the way in which events occurred in the natural world, in the social world and the inner world of the individual psyche. Eventually, the search for the Way led them to look into the various fields of knowledge and experience.
After generations of Taoist research in the basic areas of life, they came to recognize that following the Way led to important consequences: outstanding realisations in the preservation of physical vitality, the promotion of human relationships based on sensitivity and mutual support and the development of latent mental powers, including insight and foresight. Moreover, according to the ethics of the Way of Tao, these results, once achieved, should not be kept for oneself, but put at the service of humanity. According to the elusive nature of the Way, its beneficial implementations should not be exhibited arrogantly in front of others, but should be disseminated in an inconspicuous yet effective manner.

giovedì 25 novembre 2010

La dimensione marziale del qi gong

Nel qi gong l’aspetto marziale è caratterizzato dalle procedure per pervenire ad esprimere una forza straordinaria. Queste procedure partono da un metodo basato su una forma di introspezione che mira a fortificarsi partendo dall’interno del corpo, a partire da sensazioni interne guidate da un lavoro mentale che si chiama “yi”.

La pratica del ristu zen
Il ritsu zen è il primo gradino del qi gong e consiste in una serie di posture “statiche”.
La postura esteriormente, apparentemente immobile rivela molto altro: i differenti muscoli sono animati senza tregua da movimenti di ampiezza minima che seguono le direttive mentali; non si tratta di un’immobilità pura e semplice. Lo sforzo mentale chiamato “yi”, qui è determinante. Questo termine non ha corrispondenti in italiano; parole come pensiero, intenzione, volontà, sensazione diretta, ne rappresentano una traduzione approssimativa e parziale. Per questa ragione il qi gong è considerato un metodo interno nella storia delle arti marziali. Nei metodi esterni, come in altre discipline, è principalmente attraverso la ripetizione che si acquisisce la tecnica e la potenza.
Obiettivo della pratica del ritsu zen è la formazione di una rete fisico-nervosa particolare con l’attivazione dei muscoli involontari secondari che normalmente restano a riposo nei movimenti abituali.
Nei prossimi post approfondiremo e svilupperemo questi argomenti.
Continuate a seguirci!




The martial dimension of Qi Gong
In qi gong martial aspect is characterized by those procedures used to reach and express an extraordinary force. These procedures start from a method based on a form of introspection that aims to fortify itself starting from the inside of the body, starting from internal sensations led by a mental work which is called "yi".


The practice of Ritzu-Zen 

The Ritsu Zen pose is the first step of qi gong which is made up of a series of "static" postures.
From the outside the apparently still posture reveals much more: the various muscles are relentlessly driven by minute movements directed by the mind, so we are not talking about a simple and straightforward stillness. The mental effort called "yi", in this case is crucial. This term does not have English equivalents, words like thought, intention, desire, direct feelings, are but a rough and partial translation. For this reason, in the history of martial arts qi gong is considered an internal method. In external methods, as in other disciplines, technique and power are acquired mainly through repetition.
The objective of practicing Ritsu Zen is creating a particular physical-nervous network through the activation of involuntary muscles that normally remain at rest in everyday movements.
In the next posts we will further develop these topics.
Stay tuned!