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domenica 30 agosto 2015

L'esperienza di un volontario al centroAnidra



I want to write this message in english because is the first language that I used here, and this has improved my english. Now I'm tired but happy for everydays spent in this beautiful place in wich I start to learn many things of my self. We are only two volunteers, but it's good the same. There is a lot of work, it's true (it's not holyday Emoticon wink ), but in this place you can work with others volunteers into the nature: the approach is too much different, because you can discover always new points of view about you and the people around you. You can check your mental limits and decide to fight and finally overcome them. In this process you are alone, it's true, but you can open really your mind and know the language, the accent, the thinking, the mood and the sound of the rest of the world. Also the Staff of centro Anidrais beautiful: they work for you everyday, they are real kind and many of these very exemple of life. If you try to talk with them, you can find special and simple people. This combination of Staff and other volunteers can help you to have a big vision of your life: for example, I understood that if I want travel I don't need much money, that one smiley can change your day, that sweetness is not only a gift but can be a way of life, that in every prejudices you can find your unreal limits, that you don't need to stay with other people to feel good with yourself, that it's time to stop to complain for everythings that's wrong in my opinion, that when it's time to work is beautiful to give all of me. Take care of yourself but look around of you, taste the world and do experiences. And so, after all that has happened in my life, I understood that I can't keep to control people and relations around me: I can only control and evolve myself. Problems are opportunities.

Miss you all
Fabio

mercoledì 20 maggio 2015

Tai ji quan

"Il tuo spirito sia un gatto che acchiappa un topo.
Le tue mosse siano un falco che afferra un coniglio.
La tua immobilità sia della montagna.
Il tuo movimento sia del fiume.
Raccogli il tuo Soffio Vitale come quando tendi la corda dell'arco.
Rilascia il tuo Soffio Vitale come quando scocchi la freccia.
La tua Mente sia il comandante.
Il tuo Soffio Vitale sia la bandiera.
La cintura sia l'asta.
La tua Forza Interiore allora fluirà come filo di seta che si dipana"

Wu Yu Xing (1812-1880)


Ringraziamo i nostri compagni di ricerca che ci hanno donato queste parole.

giovedì 5 febbraio 2015

Il mondo nelle frasi di un maestro

-la paura è una limitazione dell'espansione
-l'osservazione è il centro del mio potere
-quello che faccio sono pretesti per far succedere qcosa dentro

mercoledì 14 gennaio 2015

Perle di Saggezza

Molto spesso all'origine di un malumore c'è il verbo volere.

Se ci vengono mosse delle critiche sarà bene ringraziare con sincero calore: qualcuno sta lavorando perfino gratuitamente per aiutarci a migliorare.

Tutto è scritto eppure meravigliosamente plasmabile.

Ogni virtù può raggiungere un punto di massima validità oltre il quale diviene difetto.

Se, perso in un tunnel, non vedi la luce dell'uscita, è perché non stai guardando nella direzione giusta.

Non c'è responsabilità senza consapevolezza.

Facendo solo il possibile dopo un po' ti ritrovi ad aver fatto l'impossibile.

martedì 23 dicembre 2014

Perle di saggezza

L'Umore tinge tutto quello che hai, tutto quello che sei, tutto quello che fai. Per ciò, prima ancora di pensare, parlare od agire fa sì che l'Umore abbia molto a che vedere con l'Amore.

Ciò che si versa nella mente opera.

Ogni problema nasce non con una ma infinite soluzioni.

La più breve frase che pronunciamo è un tesoro di informazioni su di noi

Doma te stesso pur lasciandoti libero!

Quando leggiamo scriviamo dentro di noi, quando scriviamo leggiamo dentro di noi.

A sollevare problemi si è tutti bravi; è a trovar soluzioni che si è sempre in pochi.

Se hai fretta è perché non stai facendo la cosa giusta.


martedì 2 dicembre 2014

Il mondo nelle frasi di un maestro

-chi ama, ama
-la tecnica principe per svegliarsi è la presenza a se stessi, l'arte di osservarsi
-la paura di essere abbandonati è disistima verso se stessi
-gli altri vanno sentiti, non pensati


venerdì 5 settembre 2014

Il mondo nelle frasi di un maestro

-Bisogna dare valore alle piccole cose, alle piccole sensazioni
-Se non sorridi, perdi un'occasione
-Quando il meccanismo esterno è molto forte, la motivazione "via da" è necessaria

domenica 31 agosto 2014

Il mondo nelle frasi di un maestro

-la strada per uscire da un meccanismo inizia con una sensazione
-un meccanismo, per durare, deve essere isolato da tutto il resto

giovedì 28 agosto 2014

lunedì 25 agosto 2014

Il mondo nelle frasi di un maestro

- Ciò che accade fuori è dentro di noi.
- Attiriamo ciò che siamo
- Tutto ciò che è grande si costruisce dal piccolo
- Una rotta sbagliata, anche di pochissimi gradi, con il tempo ci porta lontano dall'obiettivo. "Pochi gradi" sono piccole azioni quotidiane che consideriamo trascurabili
- Il giudizio è una colpa, perchè significa non accettare ciò che è, mentre tutto ciò che è ha una causa
- L'esperienza può liberare o rinchiudere; rinchiude se sbagliamo l'archiviazione. Un esempio di archiviazione sbagliata dell'esperienza è darne un senso oggettivo
- Nel mondo non c'è nulla di uguale

martedì 19 agosto 2014

Il mondo nelle frasi di un maestro

-Nella Via, sono le azioni fatte al di fuori dal bisogno che producono risultato.

-Attenersi alle norme evita fallimenti e garantisce risultati.

-L'esperienza metabolizzata è quella che non produce sintomi negativi,  la tossicità si manifesta con sintomi fuori dall'esperienza. Entrambe le esperienze, quelle non metabolizzate e quelle fatte per soddisfare la tossicità, non producono risultato.

martedì 17 giugno 2014

I cambiamenti e i neuroni specchio

Il nostro cervello si trova completamente immerso in una rete elettromagnetica. Ogni neurotrasmettitore e carica elettrica neuronale dei cervelli intorno a noi libera continuamente onde elettromagnetiche a 360° sferici, di una precisa e determinata frequenza, che si è constatato scientificamente dipendere fondamentalmente dalla propria alimentazione. Per alimentazione non si deve intendere solo il cibo materiale ma anche I pensieri le emozioni che attraversano ognuno di noi.
Tutto ciò, se per un verso rappresenta una fonte di sicurezza per la sopravvivenza della specie, rende qualsiasi cambiamento impossibile se non si cambia anche il gruppo di appartenenza. In altri termini qualsiasi cambiamento, in un contesto sociale di persone che sono assolutamente diverse, dopo un periodo più o meno lungo è destinato a rientrare.
Infatti il nostro cervello, proprio per il principio della minima energia, è costretto a risintonizzarsi con la frequenza degli altri. Questo accade senza che neanche ce ne accorgiamo, gradualmente ed inconsciamente.

Il “meccanismo mirror” determina una quasi costrizione all’imitazione. Il meccanismo mirror si è sviluppato nei milioni di anni
anche a PROTEZIONE del livello alimentare di minima energia raggiunto.

giovedì 22 maggio 2014

GLI AMMORTIZZATORI E LA COSCIENZA

Fortunatamente per l'uomo, per la sua pace e il suo sonno lo stato di coscienza è molto raro. Sin dalla più tenera età, gli "ammortizzatori" hanno cominciato a svilupparsi e a fortificarsi in lui, togliendogli progressivamente tutte le possibilità di vedere le sue contraddizioni interiori. In tal modo, non vi è il minimo pericolo di un risveglio improvviso. Il risveglio è possibile solo per quelli che lo cercano, lo vogliono e sono pronti a lottare con sé stessi, a lavorare su sé stessi molto a lungo e con perseveranza per ottenerlo. A questo scopo, è necessario distruggere gli ammortizzatori, cioè andare incontro a tutte le sofferenze interiori, che sono legate alla sensazione delle contraddizioni. Inoltre, la distruzione degli ammortizzatori esige di per sé un lunghissimo lavoro, e l'uomo deve acconsentire a questo lavoro, comprendendo bene che il risveglio della sua coscienza si accompagnerà a tutti i disagi e a tutte le sofferenze immaginabili.
Ma la coscienza è il solo fuoco che possa far fondere insieme tutte le componenti dell'essere umano, e creare l'unità che l'uomo non possiede nello stato nel quale incomincia a studiare sé stesso.
Il concetto di coscienza non ha nulla in comune con quello di moralità. La coscienza è un fenomeno generale e permanente e non è possibile che in assenza degli ammortizzatori.

lunedì 14 aprile 2014

Un risultato dell'autoprogrammazione

(condivido l'esperienza di una mia compagna di ricerca)
Ho voglia di condividere una bella esperienza...

mi sono sentita dire mille volte "sentilo perfetto" e non sono mai riuscita a capire che il vero significato era un altro
ho sempre interpretato queste parole come "lui è perfetto"
mi sentivo attaccata, ho sempre pensato che mi venisse addossata la responsabilità dei vari problemi e che lui venisse scagionato da ogni responsabilità
e mi chiedevo: ma come è possibile che certe cose non si vedano? non sono io, è lui quello sbagliato, non è perfetto..
e mettevo tutta l'attenzione lì, senza spostarmi di mezzo milllimetro

poi ti ritrovi sola, sei lontana (fortunatamente fisicamente ma non con il cuore) e questo rende difficile ogni gesto, ogni movimento emotivo..
è come muoversi immersi in una sostanza gelatinosa, a rallentatore.
cerchi di cogliere e osservare il più possibile ma tutto sfugge e ti ritrovi in una melma soffocante che ti chiude la gola e non riesci più a parlare
le emozioni "negative" prendono il sopravvento e arrivi a distruggerti..
credi di essere sola e non poter chiedere aiuto a nessuno, tantomeno al maestro che ti ha sempre puntato il dito difendendo l'altro..
e la mente annaspa con mille punti interrogativi che si autoalimentano e ti annebbiano
ma c'è una piccolissima lucina in fondo al tunnel....devi riuscire ad arrivarci!
se vuoi respirare  e risolvere almeno qualcosa devi darti da fare, sei sola e devi sfruttare al massimo ogni occasione, devi far tesoro di quei pochissimi momenti che hai a disposizione vicino al maestro e pomparli e gonfiarli e succhiarli fino al midollo
devi riuscire a mettere in pratica VERAMENTE qualcosa di quello che lui ti mostra..

sta dicendo che quando siamo in stato alfa possiamo parlare alla nostra "coscienza"
che possiamo progammarci andando a scardinare le convinzioni profonde
perchè non provarci? in fin dei conti ho sempre osservato che le ore passate in macchina sono quasi magiche; si genera un rilassamento molto piacevole
sono in alfa! e allora datti da fare!
ma devo dirmi la cosa giusta! cosa?
...LUI E' PERFETTO...
lo ripeto nella mente tante volte mentre guido con un bel teporino in macchina, la luce del mattino e tutto che scorre intorno..

negli ultimi tre mesi sono arrivata ad essere disgustata dal mio compagno
la situazione è precipitata in maniera indescrivibile
nessuna interazione di tipo fisico, mentale, emotiva, niente di niente
arrivare a voler essere miglia e miglia distanti, provare rabbia rancore verso di lui e non riuscire ad avvicinarsi
nessuna carezza, nessun bacio, nessuna parola carina, solo indifferenza, discussioni, lacrime, rabbia, urla...

..lui è perfetto...l'eco risuona nella mente, la giornata passa e quando torni a casa la sera senti dentro che hai voglia di accarezzargli le mani..
cosa mi sta succedendo? da dove arriva questa cosa? è cambiato qualcosa
la percezione di lui è cambiata, non è importante che faccia le cose come devono esser fatte, ma come io lo sento
ho voglia di un abbraccio, del SUO abbraccio..
C...O FUNZIONA!
allora ti avvicini, gli tocchi la mano e gli rivolgi la parola in maniera delicata
lo guardi negli occhi e dentro lo senti perfetto...

mercoledì 2 aprile 2014

LO SPAZIO DENTRO LA CONFUSIONE

Quando la mente è confusa dai pensieri e imbrigliata nelle reattività, veniamo strappati via dal presente, incapaci di vedere la possibilità di apertura che essa possiede naturalmente.
Il suo stato naturale è una consapevolezza aperta, chiara e luminosa, che riflette come uno specchio tutto ciò che riguarda la nostra esperienza. E, come uno specchio, la mente ha la capacità di rimanere indifferente alle immagini che in lei appaiono.
Questa naturale consapevolezza è come uno spazio: i nostri pensieri, sentimenti, e ricordi nascono in questa ampiezza. Abituare le nostre menti alla meditazione porta a risvegliare questa consapevolezza aperta e naturale.
Ma l'intrecciarsi delle nostre abitudini mentali ed emotive, riempie tutto lo spazio. Così quando cerchiamo di vedere con più chiarezza qualche circostanza della nostra vita, spesso la mente finisce per perdersi nella proliferazione di pensieri, interpretazioni, reazioni a interpretazioni, ripensamenti e così via: la riempiamo di concetti che riguardano l'esperienza, ma finiamo con l'essere ancora più confusi. Quando la nostra mente smette di correre all'impazzata e si calma, attraverso la pratica della meditazione, durante un seminario, o semplicemente grazie a una passeggiata in mezzo alla natura, è facile che riusciamo a vedere le cose con più chiarezza, in una nuova prospettiva. Le intuizioni relative ai problemi emergono con più facilità quando la mente esce dal suo stato di confusione.

sabato 22 febbraio 2014

Condivisione notturna di uno strato di cipolla con la sua stella polare


Ogni cambio di muta mi porta sempre più vicina al cuore, come le cipolle, di strato in strato lascio alle mie spalle tutto ciò che per me aveva un peso ed era aggrovigliato al mio emotivo.
Li sento arrancare, infastiditi dal mio sfuggergli tra le dita, come un torrente di montagna, un'anguilla di acqua dolce che incessabilmente si dirige verso il mare.
I miei moduli, i miei attaccamenti, i finti appigli ai quali rivolgermi nel momento del bisogno.
Sempre presenti, sempre più fievoli, mi reclamano.
Ma dopo ogni ripetizione io sono sempre più lontana ... a volte guardo indietro e non mi riconosco ... a volte questo mi provoca malinconia e desolazione ... la volta dopo, certa determinazione nel seguire il mio cammino.
E poi ci sono quelle pietre miliari nella mia vita, che sembrano montagne che non si abbassano mai, solchi profondi eternità incolmabili.
Ma io so che il mio scorrere lì erode e qui crea.
Pazienza. Inspiro. Espiro. E tanta compassione.
Per me, che non mi basto mai.

Buona notte stella polare.

lunedì 10 febbraio 2014

Gli stati emotivi negativi sono una scelta. Niente è oggettivo.

Ciao Paolo,
ieri, in risposta ad una mia domanda, è emerso un tema che mi sembra possa essere utile condividere.
Io ti ho detto che trovavo molto faticoso uno dei lavori emotivi che sto effettuando in questo momento, ovvero il distacco da una persona che era diventata oggetto di "tossicità" e non più strumento di crescita.
Io non avevo dubbi o tentennamenti sulla correttezza della mia scelta di distacco, ma pensavo di poter essere compresa sul percepire questo lavoro come faticoso.
Tu mi hai fatto capire che non esiste niente di oggettivamente faticoso, se io lo percepisco faticoso è perchè l'io che in questo momento archivia questa esperienza la sta archiviando nel modo sbagliato, ovvero tipo "in realtà questa cosa è una forzatura, non capisco come mai devo farla etc etc".
Se invece io faccio fare da archivista all'io che ha deciso la svolta, lui la archivia così "stai facendo una figata pazzesca perchè rischiavi di infilarti in una situazione vischiosa e limitante, stai vincendo una tua debolezza ed un tuo attaccamento, proprio come in un digiuno".
Ci è voluto un attimo per farmi cambiare l'io che archiviava, anche perchè questa esperienza è stata in gran parte archiviata così, solo raramente mi capitano momenti di "debolezza" che io confondevo con "stanchezza e fatica oggettiva".
E soprattutto ho capito che gli stati emotivi bassi SONO SEMPRE UNA SCELTA.
Questo mi è piaciuto moltissimo perchè è come avere veramente in mano il potere sulla propria vita, senza cadere nelle solite scuse rivolte all'esterno che non va bene.
Come mi hai detto tu, sarebbe buona norma ripetersi questo nei momenti di emotivo alto, quando riusciamo, così quando l'emotivo è basso e rischiamo di cadere nell'identificazione avremo una massa critica che ci permetterà di fare switch.
Grazie.

martedì 4 febbraio 2014

LA VIA PER LA CRESCITA INTERIORE INCONTRA NODI IL CUI SUPERAMENTO CI IMPEGNA IN PROFONDITA' CONSUMANDOCI MOLTE RISORSE.

Ciao Paolo,
dunque, un aggiornamento. è un momento molto faticoso. mi trovo a lottare giornalmente con stati di depressione o scoramento, cosa che non è usuale per me. cerco di non farli "entrare", di non lasciare spazio, con successo, direi, ma appunto tutto questo mi consuma energia. impegnarmi nei progetti e nel lavoro quotidiano mi sembra l'antidoto migliore a queste emozioni.
Mi sento ad un punto cruciale. ho visto di quale merda sono fatte alcune parti, e ho visto a cosa portano. non voglio assolutamente quel tipo di risultati, non voglio fare del male, né agli altri né a me stesso. voglio essere aperto, visibile, non voglio potere su qualcuno ma voglio il controllo su di me.
Forse a questo punto mi manca una strategia precisa, ma questa voglio concordarla con te o che sia tu a definirla, visto che la mia visione non è chiara.
Unica cosa che riesco a fare è fare un parallelo col lavoro esterno, quindi mettere massima attenzione a tutto, ai dettagli, fino al più piccolo, affrontare di petto quegli aspetti del lavoro che sento "naturalmente" di sfuggire. osservo comunque che faccio fatica ad alzarmi la mattina, mi sento proprio stanco, e anche la compulsione sul cibo rispetto all'aspecifico ha dei momenti in cui si fa proprio difficile, tipo per una settimana mi spinge fortemente, quella dopo invece non è così sensibile.

mercoledì 29 gennaio 2014

CRITERIO PRATICO PER VERIFICARE DOVE SI TROVA POLARIZZATA LA CONSAPEVOLEZZA.



Se consideriamo il lavoro del centro mentale dal punto di vista dell'attenzione, sapremo subito in quale parte del centro ci troviamo. Senza attenzione o con un'attenzione vagabonda, ci troviamo nella parte meccanica; con un'attenzione attirata e trattenuta dal soggetto dell'osservazione o della riflessione, ci troviamo nella parte emozionale; con l'attenzione controllata e mantenuta sul soggetto dalla volontà, siamo nella parte intellettuale.