giovedì 13 ottobre 2011

Come ci vedono in Russia

Qui di seguito la traduzione di un articolo pubblicato su una rivista russa, scritto da una lavoratrice volontaria passata per il CentroAnidra.



Andare in vacanza e lavorare la terra. Sempre di più questa idea attrae persone in tutto il mondo urbanizzato. Cambiare modi e ritmi di vita, sentire la pace e l’ordine della vita contadina, riposarsi da cio' che ben si conosce: i motivi che spingono verso un tale esperienza possono essere di vario tipo. Testo di Alla Anufrieva

<< ANDARE IN FATTORIA>>
Persone di età diverse, da sole o in coppia, con bambini, vanno a lavorare in fattorie in Spagna, Argentina oppure in Nuova Zelanda. Qualche ora di lavoro ogni giorno per aiutare nei lavori rurali in cambio di cibo, alloggio e l’opportunità di immergersi in un altro ambiente culturale è un’esperienza emozionante e significativa per moltissimi volontari. Sentire se stessi, vedere il mondo, trovare nuovi amici, imparare qualcosa di nuovo, rappresentano una rosa di motivazioni per intraprendere una tale esperienza. Per me, l’esperienza in fattoria è stato il sogno realizzato della mia gioventù: provare una vita diversa.
Il modo di vita. Alzarsi all’alba e andare negli orti, mettersi a tavola con tutti gli altri lavoratori della fattoria… La vita alla fattoria è ben ordinata, piena di senso chiaro ed essenziale: raccogliere fragole, riparare il pollaio, verniciare un tavolo. Il mio lavoro è concreto (reale), il risultato è evidente: ed ecco, al pranzo già lodano la frutta raccolta da me come se fossi io a coltivarla. Fa molto piacere sentirsi utile alla causa comune.
Assimilare il mondo. Da semplice ospite e consumatore della cultura straniera il volontariato mi fa diventare soggetto attivo. Un valore molto speciale ha, ad esempio, imparare la lingua utilizzandola subito; non ammirare passivamente la natura ma lavorarla con le proprie mani; condividere un altro modo di vivere, cucinare cibo insolito e partecipare ai riti del posto.
“ In teoria abbiamo tutti un’idea su molte cose diverse – dice Paolo Bendinelli, coordinatore del progetto, filosofo – ma solo con il relazionarsi sperimentalmente con il mondo entriamo veramente in contatto con la realtà”
Definire se stessi. Cambiare ritmo di vita e status sociale, rimanere senza il proprio ambiente, professione, lingua, vuol dire non avere la possibilità di esprimersi in modo familiare, perdere per un po’ la propria identità. Non è facile. “ Tutti noi stiamo cercando inconsciamente qualcosa di simile – spiega Paolo – e così ci costringiamo a vivere limitatamente. La paura di perdere la propria identità ci priva della possibilità di essere altro”. La perdita dei punti di riferimento ci regala un’occasione per non pensare ai condizionamenti e diventare liberi.






Going on vacation to work the land. This idea increasingly attracts people from industrial countries. Changing ways and rhythms of life, feeling the peace and stability of country life, taking time off from all those things we known too well: the reasons that drive us to such an experience can be of many. Article by Alla Anufrieva



<<LIVING ON A FARM>>

People of different ages, whether alone or in couples, with children, decide to go to work on farms in Spain, Argentina or New Zealand. A few hours of rural work every day to help out in the farm in exchange for food, shelter and the opportunity to plunge yourself in another cultural environment is an exciting and meaningful experience for many volunteers. Being at one with yourself, seeing the world, finding new friends, learning something new, represent a range of reasons for deciding to live such an experience. For me, the experience on the farm was a dream of my youth come true: trying a different lifestyle.
Living the life. Getting up at dawn and going to work in the vegetable gardens, sitting at the table with all the other workers of the farm ... Farm life is a well-organized life, full of a clear and concise sense of direction: picking strawberries, fixing the hen house, painting a table. My job is tangible (real), the results are at hand: and by lunchtime everyone is praising the fruit I have picked as if I were the one to cultivate it. It’s great to feel useful to the common cause.
Assimilating the world. From being a simple guest and consumer of the foreign culture, volunteering makes me become an active part of this reality. Learning the language by using it immediately, for example, assumes a very special value; not passively enjoy nature but working with your own hands; sharing another way of living, cooking unusual foods and participating in the rituals of the place.
"In theory we all have our own idea on many different things - says Paolo Bendinelli, project coordinator and philosopher - but we can only truly come in touch with reality by the experimental relationship we have with the world that surrounds us".
Defining oneself. Changing our pace of life and social status, not being in touch with our own environment, profession, language, means not having the opportunity to express ourselves in a familiar way, losing our identity for a while. It’s not easy. "We are all unconsciously looking for something similar - says Paolo - and so we force ourselves to live in a limited way. The fear of losing our identity deprives us of the possibility of being something different ". The loss of reference points gives us the opportunity of not thinking about our conditioning and thus becoming free.

1 commento:

  1. Perché abbiamo tanta paura a far uscire la parte potente di noi che ci rende liberi? Eppur è per tutti un'origine luminosa e un rientro in essa.

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